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L’architettura di Porta San Pietro è la più imponente ed elaborata fra gli accessi storici della città; la porta si trova fra il baluardo Santa Maria e quello San Colombano e costituiva l’accesso meridionale collegato alla via per Pisa. La facciata esterna è caratterizzato dall’ampio loggiato superiore su pilastri, con nicchie e timpano centrale con il motto della Repubblica di Lucca: ‘Libertas’. I due leoni in pietra calcarea provengono dalla porta medievale. Le gallerie interne dei tre fornici, sostenute da potenti pilastri in bugnato, sono particolarmente eleganti. L’edificio prende nome dall’antica basilica di origine paleocristiana di San Pietro Maggiore, abbattuta nel 1513 per fare posto alla “tagliata”.

La porta fu realizzata da Alessandro Resta fra 1565 e 1566 nell’ambito del progetto che determinò l’avanzamento della linea difensiva, rispetto a quella rettilinea delle mura medievali che correvano in corso Garibaldi. L’edificio conserva ancora i portoni di legno rivestiti con piastre di ferro e la saracinesca, tuttavia la struttura ha subito numerosi adattamenti nell’Ottocento fra cui l’apertura dei fornici laterali nella facciata interna per rendere indipendenti gli accessi pedonali.

Porta San Pietro rappresentava l’unico punto di accesso alla città per i forestieri. Due cittadini a turno, da mattina a sera, erano preposti alla registrazione di tutte le persone provenienti da fuori dei confini dello Stato lucchese che entravano. Ai forestieri era espressamente proibito di portare armi in città che non fossero la spada e la mezza spada. Le altre armi dovevano essere consegnate ai commissari che risiedevano in una casetta esterna alla porta e solo alla partenza venivano riconsegnate. Gli stranieri che dichiaravano di attraversare la città senza sostare potevano tenere le armi ma nel loro tragitto erano accompagnati da un soldato.

Il castello di Porta San Pietro oggi è sede dell’Associazione Lucchesi nel Mondo

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