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lucca_porta_elisa_epigrafe

La candida sagoma di Porta Elisa ricorda con le sue forme neoclassiche le vicende della città nell’epoca di Napoleone. La porta con la via omonima fa parte della risistemazione urbanistica voluta da Elisa Bonaparte Baciocchi, sorella dell’Imperatore, principessa di Lucca e Piombino fra 1805 e 1814 che la volle per dare nuovo decoro alla parte est della città e per ricostituire un collegamento diretto e monumentale con la via per Firenze. Nella ricostruzione delle mura rinascimentali il governo lucchese aveva infatti rinunciato a realizzare una nuova porta verso est, limitando, per questioni di difesa, il numero degli accessi a tre: Porta San Pietro, Porta Santa Maria e Porta San Donato. Il progetto di Porta Elisa, ideato dall’architetto Giovanni Lazzarini, fu approvato nel 1809 quando iniziarono i lavori. Per l’edificazione del nuovo edificio furono utilizzati marmi e colonne provenienti dalla chiesa di San Pietro Maggiore, abbattuta pochi anni prima per fare spazio alla nuova piazza Napoleone. La porta fu inaugurata l’8 giugno 1811 ma non ebbe una buona accoglienza, sia per le notevoli variazioni di spesa dovute a errori nella perizia iniziale, sia per i difetti della costruzione soggetta a infiltrazioni d’acqua che resero inservibili i locali laterali adibiti a dazio. Anche la semplicità dell’architettura venne criticata dagli architetti Berthault e Antolini tanto che già nel 1812 erano stati redatti dei progetti di miglioramento che prevedevano la costruzione di una galleria coperta nel piano superiore, per limitare le infiltrazioni d’acqua e interventi di abbellimento che poi non furono mai realizzati. Nel 1937 furono aperti due passaggi laterali pedonali.

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