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Le porte delle mura di Lucca

Le porte monumentali che si aprono nelle mura di Lucca hanno rappresentato il punto più delicato di tutto il sistema difensivo della città ma anche la frontiera doganale presso la quale venivano tassate le merci. Le porte in passato venivano aperte all’alba e chiuse al tramonto quando con la notte e con le sue insidie tutto l’anello delle mura si trasformava in un apparato di sorveglianza pronto a reagire ad eventuali attacchi bellici favoriti dalle tenebre.

Secondo l’impostazione urbanistica data dai romani nel II secolo a.C. le porte della città erano quattro una per ogni punto cardinale. Nel medioevo la seconda cinta muraria e i suoi ampliamenti rispettarono questa disposizione, ma nelle mura rinascimentali le porte furono ridotte a tre: porta San Pietro, Santa Maria, e San Donato nuova, rinunciando a quella verso est.

Questi edifici sono oggi ancora conservati ma hanno perso quasi completamente l’apparato militare originario costituito da altre staccionate di travi di legno e dai ponti levatoi che interrompevano in più punti la stretta strada sopraelevata di accesso sopra fossi e spalti. Distrutte anche le case dei soldati di guardia esterne, all’imbocco dei viadotti di accesso.

Nel 1810 fu nuovamente costruito un varco orientale verso Firenze: porta Elisa. Le altre porte, Sant’Anna (1911) e San Iacopo (1931) furono realizzate per esigenze urbanistiche e, ovviamente, non hanno mai avuto funzione difensiva.

Nel centro storico di Lucca sono ancora esistenti alcune porte monumentali cadute in disuso già da secoli, dopo l’ampliamento della cinta muraria: si tratta della porta dei Borghi e di quella San Gervasio del XIII secolo e della porta San Donato vecchia del 1590.

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