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La «prova generale» di allarme nel 1642

Il dispositivo di difesa della Repubblica di Lucca non entrò mai in funzione per eventi bellici. La massima allerta scattò solo una volta nella notte fra il 4 ed il 5 novembre 1642, dopo le segnalazioni di rito, le truppe delle vicarie si misero in marcia per la città. Verso le dieci di sera un migliaio di ‘dragoni’ del duca di Parma che erano transitati in territorio fiorentino, allarmarono gli abitanti di Altopascio che chiamarono in difesa truppe da Pescia. Passato il pericolo le truppe pesciatine tornarono a casa sparando per «allegrezza» una decina di archibugiate che però in territorio lucchese furono interpretate dagli abitanti di San Martino in Colle e di San Gennaro come segno di uno scontro fra i locali e i soldati in transito; temendo che di dragoni potessero essere costretti a passare il confine lucchese fu dato l’allarme alle frazioni vicine con le campane a martello.

L’allarme arrivò a Lucca, il Bargiglio, ricevuto il segnale dalla città iniziò ad allertare le vicarie più lontane. Solo Pedona (e quindi Camaiore e Viareggio) non videro i fuochi di Vecoli, ma nel resto dello Stato le truppe si riunirono nei punti stabiliti come a Borgo a Mozzano dove ben tredici compagnie si fermarono per quattro ore in attesa di istruzioni. Cessato il pericolo, chiarito l’equivoco, tutti furono rimandati a casa ma la memoria di quegli eventi concitati rimase a lungo nei ricordi di chi l’aveva vissuti.

 

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