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Storia

L’epopea di un piccolo Stato italiano circondato da irrequieti vicini e timoroso di essere sopraffatto dai potenti d’Europa: le mura rinascimentali di Lucca furono erette con uno sforzo economico notevole in 137 anni e hanno rappresentato un deterrente per i nemici. Mai coinvolte in eventi bellici, fulcro del sistema difensivo lucchese garantirono pace e tranquillità alla Repubblica fino all’arrivo di Napoleone.


I secoli inquieti - Gli eserciti stranieri che iniziarono sempre più spesso ad attraversare l’Italia della fine del Quattrocento impensierirono i governanti lucchesi. Lucca era ormai una città Stato con un territorio molto ridotto. Nel 1429 i Fiorentini l’avevano cinta d’assedio e Filippo Brunelleschi, il famoso architetto della cupola di Santa Maria del Fiore, aveva perfino deviato le acque del Serchio con una diga e un grande canale per abbattere le mura medievali della città. Ma l’assedio fallì. Lucca uscì molto indebolita da quegli eventi e negli anni successivi perse la Garfagnana invasa dagli Estensi e sulla costa Pietrasanta e Motrone furono invase dai Genovesi e poi dai Fiorentini. L’assedio e la caduta di Pisa nel 1509 convinsero i Lucchesi che i lavori di ammodernamento delle mura urbane non erano più rimandabili.

Le mura medievali – Lucca era ancora difesa dalle mura medievali, una mirabile opera di fortificazione possente e scenografica, con le sue torri semicircolari e i suoi merli, con tutto un tratto di mattoni che aveva inglobato i borghi della parte est, ma del tutto obsoleta e incapace di difendere la città dall’attacco di armi da fuoco dal calibro sempre più grande e potente. Inoltre intorno alle porte principali erano cresciuti quartieri popolosi indifendibili in caso di assedio, nei quali le truppe e le artiglierie di un nemico avrebbero potuto asserragliarsi senza rimedio.

1513: iniziano i lavori alle nuove fortificazioni, la tagliata – Dall’estate 1513 iniziarono i primi urgentissimi lavori di costruzione della nuova cinta difensiva ed ebbero un impatto ‘devastante’ sull’urbanistica della città. Fu realizzata la cosiddetta ‘tagliata’ un anello profondo circa 800 metri assolutamente libero da alberi edifici e arbusti. Furono divelte perfino le viti e gli alberi da frutto. Furono abbattuti molti edifici e due grandi borghi fuori dalle porte sud e a ovest della città con due chiese antichissime e monumentali. Il 29 agosto 1513 «abbiamo gittato a terra la chiesa di San Donato fuori dalla Porta e chosì si è ordinato delle case del ditto borgo. Et al primo settembre anchora si mandò in terra Sanpiero e questo si fa per paura dei signori fiorentini, li quali ci hanno rotto la lega e vogliono per forsa Pietrasanta e Motrone» scriveva Paolo di Poggio nel suo diario.

1513: Firenze si impadronisce di Pietrasanta -  Effettivamente i Fiorentini ottennero ciò che volevano pochi giorni dopo con il lodo arbitrale del potente alleato, papa Leone X de’ Medici, che affidò per sempre Pietrasanta e Motrone al Governo dei suoi concittadini. Lucca si sentiva assediata, nel 1515 si iniziarono a alzare terrapieni dietro le mura medievali per cercare di renderle atte a sopportare un attacco con artiglieria. Agli angoli principali della cinta furono progettati e realizzati i primi nuclei degli attuali baluardi: sette torrioni semicircolari dotati di cannoniere moderne corrispondenti agli attuali baluardi Santa Croce, San Paolino, San Colombano, La Libertà, il Bastardo, San Pietro, San Martino eretti fra 1516 e 1522.

1522 – 1531: La congiura dei Poggi e la rivolta degli Staccioni – In quegli anni la Repubblica era agitata anche da problemi interni mentre i primi segni della crisi economica minavano alla base i rapporti sociali del piccolo Stato. Nel 1522 ci fu l’assassinio del Gofaloniere in carica in un tentativo di colpo di Stato da parte consortato dei Di Poggio; nel 1531 la Rivolta degli Straccioni, ossia dei tessitori colpiti dalla ristrutturazione dell’industria serica, che chiedevano riforme istituzionali. Infine la Riforma protestante e il desiderio di moralizzazione del clero che arrivano a Lucca attraverso i mercanti e i banchieri che operavano nel nord Europa attecchirono nel cuore di molti cittadini.

1536: Carlo V loda le mura di Lucca – La prima fase dei lavori urgenti alle mura si era comunque conclusa e l’imperatore Carlo V, in visita nel maggio del 1536, dopo aver cavalcato sugli spalti lodava la nuova fortificazione «tanto forte che essendo ben munita di gente, munitione e vettovaglie si peneria molto tempo ad espugnarla». Le parole lusinghiere e cortesi dell’imperatore non mutavano una cruda realtà, le mura erano ancora deboli e la città vulnerabile, i nuovi torrioni coprivano con la traiettoria delle artiglierie solo una piccola parte della cortina, lunghi tratti della fortificazione erano deboli, vi erano rientranze nel tracciato indifendibili, inoltre le mura medievali riadattate non erano fatte per sostenere il peso dei terrapieni e in pochi anni avrebbero mostrato dissesti statici.

1536 -1544: Alla ricerca di un architetto per le mura nuove – La Repubblica di Lucca iniziò quindi la ricerca di architetti militari a cui affidare un progetto generale al passo con la veloce evoluzione delle armi da fuoco e delle tecniche di assedio. Attraverso i suoi ambasciatori ed emissari selezionò i migliori professionisti del settore consultandosi poi con esperti lontani e disinteressati come ad esempio Alessandro Farnese, governatore generale delle Fiandre che esaminò e consigliò gli ambasciatori lucchesi sui progetti di sistemazione del lato ovest delle mura.

1545: Francesco Burlamacchi organizza una congiura contro i Medici –  Lucca città imperiale doveva barcamenarsi nei cruenti conflitti fra Francesco I di Francia e Carlo V d’Asburgo senza rischiare di essere coinvolta direttamente nelle guerre e nelle ripicche dei due giganti europei. I Medici erano tornati al potere a Firenze prima con Alessandro e poi con Cosimo I il quale, rinnovando una politica aggressiva e espansionistica non mancava di cogliere ogni occasione per mettere i cattiva luce i Lucchesi con l’Imperatore e preparare un buon motivo per giustificare l’invasione della piccola repubblica vicina. Il pretesto sembrò presentarsi nel 1545 quando Gonfaloniere lucchese in carica, Francesco Burlamacchi, organizzò una congiura col proposito di abbattere il governo dei Medici attraverso la rivolta di Pisa e l’appoggio di fuoriusciti fiorentini ma fu scoperto. Per evitare una guerra col duca di Firenze Burlamacchi fu consegnato con molte scuse all’Imperatore che lo fece giustiziare nel 1548.

I protestanti abbandonano Lucca – Un secondo buon pretesto per il duca di Firenze poteva essere costituito dal cospicuo numero di protestanti che avevano reso Lucca una «città infetta» dall’eresia. Comprendendo i rischi di una ‘crociata’ contro la città che non avrebbe potuto proteggerli, nel giro di due decenni gli ‘eretici’ scelsero volontariamente la via dell’esilio verso la Ginevra di Calvino portandosi dietro ingenti capitali finanziari ed umani, mentre il Governo lucchese si irrigidiva e trasformava in un’oligarchia riservata solo alle più antiche famiglie cittadine.

1555: Cosimo I de’ Medici invade Siena – Il culmine della tensione coincise con l’assedio e conquista di Siena da parte di Cosimo I nel 1555. In quest’atmosfera di timori e di anteprima della fine, nel 1559, perfino il pittore Giorgio Vasari, impegnato ad affrescare gli appartamenti di Palazzo Vecchio con le glorie e le imprese medicee, si senti autorizzato a farsi beffa di un esterrefatto ambasciatore Lucchesini a cui raccontò che aveva «lasciato certo quadro bianco» in una parete di una sala, in attesa di raffigurarvi Lucca.

1544 – 1600: sorgono le nuove fortificazioni –  Grazie all’intervento dell’architetto Iacopo Seghizzi il Governo lucchese dal 1544 mise in atto il progetto generale per il rinnovamento totale delle mura. Entro il 1550 fu realizzata la nuova cortina fra i baluardi San Colombano e La Libertà. Entro il 1575 Balbassare Lanci costruì a nord la piattaforma San Frediano e a sud Alessandro Resta la nuova Porta San Pietro con il Baluardo Santa Maria e le due cortine limitrofe. Entro la fine del secolo Ginese Bresciani chiuse la rientranza del circuito fortificato a nord con la nuova Porta Santa Maria e il baluardo San Martino, a est fu eretto il baluardo San Salvatore, a ovest il baluardo San Donato vecchio e i baluardi Santa Croce e San Paolino.

1576: Un fulmine fa esplodere il Palazzo degli Anziani – Una nuova sciagura sembrò quasi indicare un castigo divino sulla città: nella notte fra 28 e il 29 agosto 1576 un fulmine colpì una polveriera del Palazzo degli Anziani, provocando una forte esplosione che squarciò l’edificio con morti e feriti. Fu l’occasione per avviare la ricostruzione del Palazzo sotto la guida dell’architetto fiorentino Bartolomeo Ammannati e di rinnovare l’altare della Libertà in San Martino, un vero e proprio altare di Stato, ricostruito in forme monumentali e moderne dallo scultore Giambologna, prestato dal nuovo Granduca di Toscana Francesco I. Nella predella si volle rappresentata una veduta della città con le nuove fortificazioni appena erette. Alla fine del secolo il rifacimento del Palazzo degli Anziani fu interrotto per concentrare le risorse finanziarie sul completamento delle nuove mura.

1600-1650 – La guerra in Garfagnana e il completamento delle mura – Mentre Lucca era impegnata nell’ultima azione bellica della sua storia: la guerra in Garfagnana per difendere i confini dagli Estensi che volevano annettersi parti del territorio lucchese, l’architetto Pietro Vignarelli realizzava i baluardi, San Regolo, San Pietro, e completava il San Colombano e La Libertà. Infine l’urbinate Muzio Oddi completava la cerchia che vediamo ancora oggi, ricostruendo sul lato ovest in posizione più avanzata il baluardo San Donato con la porta omonima, adattando e raccordandovi i due baluardi vicini; il tutto entro il 1650.

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