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L’Orto Botanico di Lucca fu fondato il 13 giugno del 1820 quando per volontà di Maria Luisa di Borbone, duchessa di Lucca, fu consegnato al Real Liceo (l’università di Lucca) un appezzamento di terreno di circa due ettari nell’angolo sudorientale della città detto Piaggia Romana.

Il progetto era nato alcuni anni prima. L’8 febbraio 1814 su richiesta della Facoltà medica la principessa Elisa Bonaparte Baciocchi aveva accordato la fondazione di un orto botanico e lo stanziamento dei finanziamenti necessari al suo mantenimento. Il crollo dell’impero napoleonico boccò tutto mentre Elisa fuggiva da Lucca il 14 marzo successivo. Gli interessi botanici della principessa – creata sovrana di Lucca nel 1805 dal fratello Napoleone Bonaparte – si erano comunque già espressi in altro modo: per ornamento della grande parco della villa Reale di Marlia e nel tentativo di impiantare nei territori di Lucca e Piombino nuovi tipi di coltivazione.
Il progetto fu ripreso nel 1819 quando il Congresso di Vienna aveva già insediato una nuova sovrana, la duchessa Maria Luisa di Borbone ex regina d’Etruria. Paolo Volpi, eletto in quell’anno professore di botanica del Liceo Reale interessò nuovamente il Governo e ottenne a tale fine l’appezzamento di terreno necessario. Nell’estate del 1822 fu costruito il muro di recinzione e la duchessa autorizzò il prelievo di piante e arbusti che «si trovano raddoppiati tanto nella villa reale di Marlia» quanto negli altri vivai pubblici della città. Semi e piante arrivarono anche dagli orti botanici vicini come ad esempio il Cedro del Libano figlio di quello dell’Orto di Pisa. Infine nell’estate del 1823 fu portata l’acqua corrente tramite un canaletta alimentata da una ruota idraulica sul Condotto pubblico.

L’istituzione doveva autosostentarsi per questo già dal 1825 una cospicua porzione di terreno fu destinata a vivaio per la moltiplicazione delle specie per soddisfare le crescenti richieste di piante esotiche da parte di lucchesi e stranieri. Nel 1826 venne inaugurata la prima serra riscaldata, il catalogo del 1828 elencava circa 1300 specie. Dal 1834 la direzione fu affidata a Benedetto Puccinelli, artefice di importanti studi sulla flora e sui funghi del territorio che, in occasione della Quinta unione degli scienziati italiani, nel settembre del 1843, redigeva un catalogo con più di 2000 specie.

Dopo l’annessione del Ducato di Lucca alla Toscana nel 1847 e la morte di Puccinelli nel 1850 la direzione passò ad Attilio Tassi che intensificò i contatti con le istituzioni botaniche internazionali. Con l’unità d’Italia e la definitiva soppressione e trasformazione dell’ex università lucchese in liceo classico l’orto fu affidato alle cure di Cesare Bicchi direttore fino alla morte avvenuta nel 1906, mentre il mantenimento finanziario fu assolto dal Comune di Lucca che ne acquisì definitivamente il possesso nel 1901. A Bicchi si deve gran parte dell’aspetto attuale, con la scuola botanica trasferita nella parte settentrionale, l’ingrandimento dell’arboreto e del laghetto oltre che la formazione della parte più cospicua dell’erbario.

Dopo la Prima guerra mondiale l’orto subì una progressiva decadenza con l’interruzione di qualsiasi attività scientifica. Solo a partire dal 1956 Roma Melinossi fu incaricata di rivedere le collezioni per una ripresa dell’attività istituzionale che si è concretizzata solo a partire dagli anni ’70 del secolo scorso. Attualmente l’Orto ospita una sezione della Banca regionale del germoplasma ed è gestito dall’Opera delle Mura di Lucca che nel 2003 ha compiuto la ricostruzione delle serre moderne.

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