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Riapre l’Orto Botanico con tante novità

Arriva la primavera e come da tradizione riapre al pubblico l’Orto Botanico di Lucca dopo la pausa invernale. Sabato 21 marzo i visitatori potranno attraversare nuovamente i cancelli del più amato e antico giardino scientifico lucchese. Un museo verde fondato da Maria Luisa di Borbone nel 1820 a corredo dell’Università della città divenuto patrimonio del Comune di Lucca dopo la soppressione dell’ateneo cittadino nel 1865. Tante le novità in occasione di questa riapertura annuale, volte a tutelare e valorizzare ulteriormente questo bene della collettività lucchese.

Il cda dell’Opera delle Mura, colmando una lacuna che durava da più di un secolo, ha infatti approvato un regolamento generale che sancisce in modo inequivocabile missione e compiti istituzionali dell’Orto attraverso un testo semplice di soli sei articoli. L’Opera ha inteso così garantire la continuità dell’attività scientifica e didattica, aumentare la tutela dei beni storici, il censimento e l’implementazione delle collezioni vegetali che sono alla base dell’interesse dei visitatori e degli studiosi verso l’Orto. Nel regolamento è prevista anche la possibilità dell’individuazione di un curatore scientifico o l’affidamento di incarichi esterni qualificati per la curatela delle singole collezioni botaniche. L’Orto cura annualmente la compilazione di un Index Seminum per lo scambio di semi con altre istituzioni affini. Da quest’anno l’Index è stato pubblicato per la prima volta on line sul sito web dell’Opera delle Mura ed è stato già consultato da 141 orti botanici con cui corrisponde in tutto il mondo.

Altra importante novità introdotta per la prima volta dall’Opera delle Mura è l’abbonamento stagionale al prezzo di 30 euro che darà accesso all’Orto nel periodo di apertura, 21 marzo – 4 novembre (sono esclusi gli eventi Il Canto degli Alberi e Murabilia): in questo modo i cittadini potranno frequentarlo più assiduamente a un prezzo vantaggioso, mentre i visitatori occasionali con l’abbonamento potranno semplicemente restare legati all’Orto offrendo una piccola somma annuale di sostegno come accade in molti orti botanici all’estero.

Importanti interventi di manutenzione sono stati realizzati durante la chiusura invernale. Il più importante ha riguardato la costruzione di nuovo pozzo che rende completamente autonomo l’Orto dalla rete idrica Geal. In tale modo, oltre a risparmiare preziosa acqua potabile, da quest’anno saranno per la prima volta azzerati i costi delle utenze idriche che incidevano sul bilancio dell’Opera delle Mura per alcune migliaia di euro l’anno.

Frattanto i danni della tempesta di vento del 12 giugno 2014 sono stati quasi completamente riparati. Dopo il checkup generale e messa in sicurezza affrontati subito dopo la tempesta che causò l’abbattimento e il danneggiamento di molti alberi, nello scorso mese di gennaio sono stati realizzati ulteriori interventi di cura e salvaguardia per sei grandi alberi storici: il Cedro del libano, la Magnolia grandiflora, il Pino strobo, il Faggio, la Sequoia e il Tiglio pendulo, condotti da Piergiorgio Tambellini con la consulenza scientifica dell’agronomo Giovanni Ricottone. In particolare sul famoso Cedro del Libano del 1822 sono stati inseriti nuovi cavi di sostegno ai grandi rami per evitare che eventi atmosferici estremi possano danneggiarlo. Resta da restaurare il tetto della casermetta San Regolo danneggiato dalla caduta di un cipresso e i cui lavori saranno realizzati entro settembre 2015. Nell’ambito dell’attività dell’Orto Botanico prosegue inoltre con importanti risultati la collaborazione con l’associazione Adipa.

“Il cda dell’Opera delle Mura – dichiara il presidente Sandro Biancalana vuole ringraziare di cuore tutti gli amici dell’Orto Botanico che nelle settimane successive alla tempesta di vento del 2014 hanno risposto all’appello di crowdfunding lanciato tramite gli organi di informazione e facebook. Grazie alla generosità di tanti cittadini sono stati infatti raccolti circa 700 euro impiegati per l’acquisto di nuove piante per rimpiazzare quelle distrutte dalla tempesta e per ingrandire la collezione di piante medicinali”.

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