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«L’occhio di Lucca» rievocazione storica dalle antiche torri di segnalazione

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Rievocazione storica dell’antico sistema di comunicazione ottica usato per l’allertamento delle milizie lucchesi

domenica 10 agosto 2014 dalle 10 alle 20,45

Programma

ore 10 – Apertura della manifestazione con animazioni in abito rinascimentale al sotterraneo della piattaforma  San Frediano.
ore 16 – Corteo in abito storico per il trasporto dei pezzi d’artiglieria dal sotterraneo e Piattaforma di San Frediano al Baluardo di San Martino.
0re 17 – Dimostrazioni di tiro con artiglierie e archibugi al Baluardo di S. Martino, con attività didattica
inerente alla difesa delle mura e al complesso sistema organizzativo che la rendeva possibile.
ore 18.30 – Inizio delle segnalazioni con l’accensione del fumogeno sulla torre del Castello di Nozzano.
ore 18.35 – Accensione del fumogeno sulla Torre Guinigi.
ore 18.40 – Accensione del fumogeno sulla postazione di Monte Catino.
ore 18.45 – Accensione del fumogeno sulla postazione del Monte Castellaccio d’ Aquilea.
ore 18.50 – Accensione del fumogeno sulla postazione della Croce di Brancoli.
ore 18.55 – Accensione del fumogeno sulla Torre del Bargiglio.
ore 19.00 – Sparo di due colpi di artiglieria dal Baluardo di San Martino.
ore 19.05 – Emissione di due segnalazioni acustiche dalla postazione della Croce di Brancoli.
ore 19.10 – Emissione di due segnalazioni acustiche dalla Torre del Bargiglio.
ore 19.15 – Suono della campana a martello.
ore 20.00 – Partenza corteo della Milizia di Montagna dai prati prospicenti al Baluardo di Santa Croce.
ore 20.30 – Ingresso del corteo in città dalla Porta Santa Maria.
ore 20.45 – Arrivo sul Baluardo di S.Martino del corteo della Milizia di Montagna e chiusura della manifestazione.

 

Cenni storici – Quando agli inizi del XVI secolo i mutamenti geopolitici della Toscana portarono la Repubblica di Lucca a rivedere radicalmente il proprio sistema difensivo, parallelamente alla costruzione delle opere statiche che culminarono con la realizzazione della imponente cinta muraria rinascimentale, si rese necessaria anche una sostanziale revisione dell’organizzazione delle milizie. Le nuove
fortificazioni realizzate secondo i criteri della guerra moderna, sempre più condizionata dalla rapida evoluzione delle armi da fuoco, richiedevano per il loro presenziamento contingenti numerosi e specializzati.

Nel 1524 fu fondata così la Compagnia dei Bombardieri, nel 1532 fu riorganizzata la Milizia del Contado, nel 1541 venne istituita la Milizia della Montagna ed infine nel 1570 fu messa mano alla riforma della Milizia Urbana. Per l’allertamento delle numerose ordinanze delle milizie e in particolare di quelle della montagna, si rese indispensabile anche una radicale revisione migliorativa del vecchio sistema di telecomunicazione ottica, basato su di una rete di torri reciprocamente visibili tra loro e strategicamente locate sul territorio dello Stato Lucchese. La nuova organizzazione pose al centro del sistema la torre del Bargiglio, i cui resti ancora si trovano sull’omonimo monte che svetta sopra il Borgo a Mozzano e dal quale si domina con lo sguardo il territorio che anticamente apparteneva allo Repubblica di Lucca. La torre del Bargiglio, oltre che con la torre del Palazzo e con gran parte delle torri delle sei miglia, poteva soprattutto comunicare con le torri sparse nel territorio della montagna, raccogliendo e ritrasmettendo alla città eventuali allarmi provenienti dai confini montani, o viceversa, poteva propagare verso le montagne eventuali richieste di soccorso militare provenienti dalla capitale del piccolo stato lucchese. Essendo le milizie di montagna la componente qualitativamente e numericamente più importante delle forze lucchesi, si comprende la grande importanza che veniva conferita alla Torre del Bargiglio, che per questo motivo si guadagnò l’appellativo di ‘Occhio di Lucca’. Le segnalazioni venivano fatte di giorno col fumo e di notte col fuoco, utilizzando appositi bracieri detti fanali o foconi.

La Torre del Palazzo degli Anziani, rasa al suolo nel 1807 per la realizzazione di piazza Napoleone, era l’altro elemento cardine del sistema, aveva tre fanali sulla sua sommità e sotto di essi era attrezzata la ‘stanza delle vedette’, dove quattro torrigiani si alternavano giorno e notte per vigilare il segno delle torri collegate. Vi erano anche altre torri che fungevano da ponte per zone non direttamente visibili dalla città, come la Torre di Vecoli, che trasmetteva a Pedona, che a sua volta collegava Viareggio e il Castello di Camaiore o la Torre di Fiano, che trasmetteva il segno a Pescaglia e alla Val di Roggio.

Nell’Archivio di Stato di Lucca sono conservate le disposizioni per il funzionamento de l sistema di segnalazione emanate dall’Offizio Sopra la Buona Guardia nella prima metà del XVII secolo. Queste disposizioni o meglio «ordini et capitoli da osservarsi per far venir soldati alla città in caso di bisogno delle genti di montagna per mezzo del segno della torre del Palazzo et di altri luoghi», come recita l’intestazione del documento originale, sono un vero e proprio manuale d’uso del sistema.

In esse si dice che, in caso di bisogno, sulla torre del Palazzo si dovevano accendere i tre fanali, «facendo segno così alla torre di Brancolo come a quella del Bargiglio segnando fino che da una delle dette torre di Brancolo o Bargiglio li sarà resposto con il medesimo segno di fumo o fuoco». Successivamente doveva partire da Lucca la conferma dello stato di allarme e a tal proposito gli Anziani in carica dovevano dar ordine agli artiglieri del baluardo di San Martino di tirare «dui botte d’artiglieria grossa», a cui le torri del Bargiglio e di Brancoli dovevano rispondere con altrettante segnalazioni acustiche realizzate per mezzo delle armi presenti nei presidi. A questo punto lo stato di allarme era effettivo e le ordinanze delle milizie dovevano raggrupparsi nei modi convenuti per dirigersi alla volta della città per soccorrerla.

Il sistema di comunicazione ottica era dunque un piccolo, ma fondamentale, tassello dell’imponente e composito sistema difensivo che ha per secoli contribuito alla conservazione della libertà e della pace per lo Stato Lucchese. L’Occhio di Lucca, le varie ordinanze delle milizie che esso allertava, (quelle di montagna in particolare), la fornace per la fusione delle artiglierie, recentemente ritrovata, che assieme alla fabbrica della polvere nera rendeva la piccola repubblica autonoma anche nell’approvvigionamento delle armi più importanti per la difesa di una fortezza rinascimentale, erano gli indispensabili elementi che permettevano alle mura di svolgere efficacemente il loro compito, costituendo quel deterrente militare senza il quale denaro e diplomazia ben poco avrebbero potuto.

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